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KIT di Emergenza – “le Risultanze dell’Ufficio Studi U.E.”

Scritto da Redazione il . Pubblicato in .

UN APPROFONDIMENTO di  PEDRO TUSET DEL PINO – Magistrato del Tribunale di Barcellona sulla strategia di preparazione alle crisi, recentemente elaborata e divulgata  dalla Commissione Europea per esortare i propri Cittadini (*1) a predisporre un kit di sopravvivenza per affrontare autonomamente le prime 72 ore in caso di emergenze catastrofiche causate da calamità naturali od eventi bellici.

“Leggo sulla stampa, non senza una miscela di stupore e una certa dose di incredulità, che l’UE ha presentato un piano per sensibilizzare e preparare la popolazione civile di fronte alle crescenti minacce militari o climatiche, suggerendo di avere in casa un kit di emergenza per 3 giorni nel caso ci fosse una guerra o una catastrofe climatica e poter sopravvivere fino a 72 ore senza aiuto esterno per affrontare un fenomeno meteorologico estremo, una pandemia, un’interruzione prolungata dell’elettricità, un attacco informatico massiccio o addirittura un’aggressione militare.
All’interno di questi kit, devono esserci prodotti come torce e/o candele, un kit di pronto soccorso con medicinali, riserve d’acqua e di cibo, caricatori di batterie e copie dei documenti personali più importanti. Quindi possiamo già stare tranquilli e andare a dormire ogni giorno sapendo che la nostra salvezza, con etichetta di scadenza, consiste nell’avere il famoso kit di sopravvivenza.

E tuttavia, abbiamo sopravvissuto ad altre esperienze traumatiche senza bisogno di alcun kit. Ma, perché ora questa raccomandazione? Sembra quasi la panacea, la nostra ultima opportunità di salvarci dall’apocalisse. I nostri rappresentanti nell’UE sono così incredibilmente intelligenti che sanno già in anticipo che, qualunque sia la ragione dell’emergenza, le nostre vite si allungheranno al massimo di tre giorni, e potrebbe essere in occasione di un’aggressione militare. Detto in altro modo, ci stanno preparando ad affrontare ciò che già molti profeti di sventura predicono come la III Guerra Mondiale.

Cioè, da una parte esigono dagli stati membri un maggiore contributo del loro PIL alla spesa militare, affinché i nostri eserciti siano all’altezza delle circostanze e possano affrontare un presunto attacco convenzionale e persino nucleare da parte della Russia e, dall’altra, ci raccomandano di rifugiarci nel rifugio delle nostre case con un kit di emergenza, nel caso in cui tanto investimento militare non serva a nulla e ci piovano missili, razzi, droni, bombe o, chissà, persino testate nucleari.
Certo che se si tratta di queste ultime non c’è kit che ci salvi.

 

E mi chiedo, il kit può essere solo dei prodotti che raccomandano? ,…..perché dico io che bisognerà tenere conto delle usanze e della cultura di ogni paese dell’UE. 
Perché non includere salsicce e frankfurter per i tedeschi?; formaggio blu, ostriche e champagne per i francesi?; fish and chips, roast beef, shepherd’s pie, cream tea e Sunday roast, per gli inglesi?; cozze con patate e cavoletti di Bruxelles, se sono belgi?; pizza, lasagna, risotto o carpaccio, per i nostri vicini italiani?; o, naturalmente, salumi iberici, tortilla di patate, salmorejo e paella, con o senza sangria, per i nostri compatrioti ?

Dovrebbero essere inclusi anche il nostro cellulare e il computer portatile, la carta igienica, un accendino, una radio e libri, molti libri e riviste per distrarre la nostra attenzione. 
E, a che tipo di documenti personali importanti si riferiscono?: la sentenza di divorzio, l’atto dell’ipoteca, la dichiarazione dei redditi, il contratto di lavoro, l’ultima busta paga, la lettera di licenziamento, la prima poesia che abbiamo scritto alla nostra prima ragazza?.

E se quell’emergenza ci cogliesse mentre viaggiamo in metropolitana, autobus, auto, aereo, nave o treno?, o nel mezzo della celebrazione di un matrimonio, funerale, battesimo, banchetto, conferenza e persino di un processo? Non sarebbe necessario in tali casi avere a portata di mano un kit portatile? 
Non so, ho la sensazione che stiamo andando troppo lontano con questo prepararci e mentalizzarci per una nuova guerra mondiale, se Trump e Putin non la evitano.
 E già che ci sono, perché non nominano Papa Francesco come mediatore?, perché nessuno potrà dubitare che alle sue doti cristiane si uniscono quelle di eccellente oratore, come ogni buon argentino.

Quello che sembra certo è che più di uno ne uscirà beneficiato con tutto questo. Per il momento, e si accettano scommesse, le fabbriche di candele, le farmacie e i supermercati.

(*1) – PEDRO TUSET DEL PINO – Magistrato Tribunale di Barcellona – Economista e Giurista, Autore di Testi specialistici e sostenitore di iniziative a favore delle Donne, Mamme e Vittime di Femminicidi.
Il testo qui sopra riportato – redatto a firma dell’illustre Magistrato – è pervenuto alla Redazione della Consul Press tramite Cristiana Rossi – Commercialista / Amministratore Giudiziario di beni sequestrati alle mafie e alla criminalità organizzata, già da tempo nostra brillante Redattrice. 


(*2) –  Nella foto d’apertura (recuperata da “Il Sole -24 Ore”) compare Hadja Lahbib, Commissaria Europea per la preparazione e la gestione delle crisi.
Personalmente a me piace poco Questa Europa, particolarmente tecno-burocratica e prevalentemente basata sulle Leggi del Mercato e del Turbo-Liberismo, altresì dominata da una Finanza apolide e senza anima, che da Bruxelles considera i (propri ?) Cittadini – privati dalla loro inalienabile Identità – come se fossero componenti di ‘tribù nomadi’ non identificabili.  
Questa Europa è notevolmente distante e diversa sia da una ipotizzabile visione riconducibile all’Antica Roma Repubblicana e poi Imperiale, sia a quella di Carlo Magno o del Sacro Impero Romano-Germanico; così come a quella del Grande Federico II o di Carlo V e parimenti a quella dello splendore culturale del Rinascimento; così come a quella idealizzata da Giuseppe Mazzini, poi da Drieu La Rochelle e da Jean Thiriart per giungere (…tralasciando quella minimalista-marxisteggiante elucubrata da Altiero Spinelli nell’isoletta di Ventotene) sino a quella auspicata da Charles De Gaulle “unita e libera dall’Atlantico agli Urali” ! 
____________Giuliano Marchetti

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