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Il Circolo Canottieri Roma verso il “Primo Centenario”

AL TRAGUARDO PER UN SECOLO DI ATTIVITA’
CON IL CIRCOLO CANOTTIERI ROMA

una sintesi di GIAN PAOLO MENEGHINI

Venerdì 21 Dicembre, presso il Circolo Canottieri Roma, durante un incontro dedicato al Maestro Vittorio Storaro e al suo splendido libro d’arte “La Civilttà Romana”, vi è stata  anche la presentazione del nuovo logo del Circolo per il suo “I° Centenario 1919 – 2019” ideato, per l’occasione, da Antonio Romano e che ha avuto come testimonial proprio il Maestro Storaro. Sulla presentazione del libro è stato publicato un articolo a firma di Fabiana Luca (*1), mentre qui i seguito si riepilogano altri due importanti eventi svoltiin dicembre e patrocinati dal Circolo: la visita dei Canottieri ai bimbi dell’Ospedale “Bambin Gesù” e la riunione delle “Vecchie Glorie”. 

(*1) https://www.consulpress.eu/il-maestro-vittorio-storaro-presenta-il-libro-darte-la-civilta-romana-al-circolo-canottieri-roma/

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I CANOTTIERI tra i BIMBI al BAMBIN GESU’

Una Delegazione del Circolo Canottieri Roma  è stata accolta dai sorrisi dei bimbi ad inizio di una  visita  all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù nella mattinata di sabato 15 dicembre, organizzata dal direttore tecnico del settore Canottaggio, Bruno Mascarenhas, con il contributo di dirigenti, soci, atleti e dipendenti dello stesso Circolo.

Nell’occasione, una somma di 7000 Euro raccolta a favore della Fondazione Bambino Gesù è stata consegnata simbolicamente nella ludoteca dell’Ospedale e servirà a finanziare la campagna Frammenti, con l’obiettivo aiutare i piccoli pazienti provenienti spesso da fuori Regione o da Paesi disagiati o sconvolti da conflitti. Bambini che, nel loro Paese, non potrebbero ricevere cure adeguate perché affetti da gravi patologie come tumori, malattie rare e ultra-rare o vittime di ferite da armi da guerra.

Solo nel 2017, grazie alla rete di solidarietà di cui si avvale la Fondazione, sono state garantite oltre 89.500 notti a titolo gratuito a circa 3500 famiglie più bisognose, in un momento particolarmente importante e delicato della vita dei loro figli.

La delegazione giallorossa è stata accolta da Cynthia Russo, responsabile fund raising e comunicazione sociale della Fondazione, e dai componenti dello staff, ma in particolare dai  piccoli, che hanno atteso con trepidazione l’arrivo degli ospiti. I bimbi hanno poi fatto dono al club di un bellissimo disegno dal titolo Lo sport è salute e noi vinceremo,  accompagnato da un piccolo testo commovente e comunque pieno di speranza  e di ottimismo

“Abbiamo bambini che ci chiedono aiuto da ogni parte del mondo – ha ricordato la dottoressa Russo nel suo discorso di ringraziamento – La raccolta fondi è per noi fondamentale, perché le richieste sono davvero infinite. Il regalo più bello, allora, lo facciamo a noi stessi, dando la possibilità di migliorare la qualità della vita ai piccoli”.

“Siamo noi a dover ringraziare voi – la risposta del presidente Veneziano – Forse questo assegno sarà una goccia nel mare, ma il nostro gesto viene dal cuore e con il desiderio di poter contribuire a portare avanti un progetto in cui crediamo”.

La mattinata si era aperta con la regata sociale tra gli equipaggi quattro jole Master. Vincitore a sorpresa la barca del consigliere al Canottaggio Giorgio Calò, dei fratelli ManciniMauro e Guido, e di Massimiliano Capece, timonati dal tecnico Francesco Trifirò. I quattro hanno trionfato in finale su Renzi, Del Vecchio, Sabelli e il sorprendente Alessandro Laurito, al debutto.

Successivamente, i canottieri hanno passato il “testimone” della nobile staffetta (il maxi assegno) ai runner a bordo Tevere, che l’hanno poi portato al Bambino Gesù. Giornata baciata da un sole bellissimo ma fredda: nessuno tra gli atleti era in canottiera.

   

MEZZO SECOLO DI NUOTO AZZURRO AL CIRCOLO CANOTTIERI ROMA

Sempre sabato 15 dicmbre, le vecchie glorie del nuoto azzurro si sono riunite presso il Circolo Canottieri Roma per il loro tradizionale pranzo natalizio. Un appuntamento irrinunciabile, come tutti quelli delle ex stelle della piscina, del resto. Anzi, “stelle del cloro”. “Ci siamo dati un nome, Amici clorati – informa infatti Patrizia De Paoli, l’organizzatrice – I migliori nuotatori italiani dalla classe ’45 a quella ’58 fanno parte di questo gruppo assai affiatato, per dimostrare che abbiamo tutti questo sport nel Dna. Non a caso, oggi contiamo due assenze soltanto su cinquantacinque invitati”.

Tra i cinquantatré convitati anche Edmondo “Lello” Mingione, primo italiano a scendere sotto il minuto e 10” in vasca lunga nei 100 rana nonché olimpionico ai drammatici Giochi di Monaco del 1972. Per tutti, i piatti dello chef Egidio Longo: un trionfo di carboidrati, proteine e sapori sopraffini, ma (quasi) nessuno a preoccuparsi della linea. E tra una cacio e pepe e un risotto provola e champagne, un saltimbocca alla romana e un soffiato di spinaci e carote, i mille ricordi di più di mezzo secolo di gare. Oltre a qualche considerazione sulla situazione odierna, soffermandosi su una stella di prima grandezza in particolare: Federica Pellegrini.

“Quando sento che qualcuno la critica divento furiosa”, le parole di Daniela Beneck, la “vincitrice seriale” di gran parte dei titoli nazionali negli anni ’60 e, nel 1965, prima nuotatrice italiana a ottenere un primato continentale. Precisamente in quei 200 stile libero che la Pellegrini ben conosce. “Per me lei resta intoccabile e se qualcuno si permette di criticarla dimostra soltanto che in Italia non esiste cultura sportiva”, dice in risposta alle lamentele venute nei giorni scorsi dalla campionessa che si sente eccessivamente attaccata. E ancora: “Fosse stata tedesca non avrebbe avuto detrattori. Prendete il caso delle mille lodi per la van Almsick. Federica per me è di un altro pianeta”, prosegue Daniela Beneck, che poi ammette: “Da una vita non entro più in piscina per nuotare. Magari lo faccio quando sono al mare, e comunque mi diverto molto con l’acquagym. L’evento scatenante per il mio ritiro, e dunque per la mia repulsione, fu la tragedia di Brema, dove morirono diversi amici”. Era il 28 gennaio del 1966, quando in un incidente nell’aeroporto della città tedesca, perirono quarantasei passeggeri di un volo Lufthansa tra i quali sette atleti azzurri, oltre al tecnico Paolo Costoli e al telecronista Rai Nico Sapio, diretti a un meeting.

“Quanti giornalisti sono arrivati quinti a un Mondiale come accaduto ultimamente con la Pellegrini?”, stuzzica la leggenda del pentathlon moderno, oro a Los Angeles ’84 (individuale) e Seul ’88 (a squadre) e due volte campione del mondo, Daniele Masala. “Scherzi a parte, tanto di cappello a chi vince con la scritta Italia sulla divisa, in questo caso il costume”. Quanto potrà dare ancora ai colori azzurri? “Se lei si sente quel qualcosa dentro, quella cosa inspiegabile che ti permette di continuare, è giusto che continui”.

Masala entra poi nel merito di un altro caso nel nuoto attuale: le schermaglie tra la federazione internazionale (Fina) e l’International Swimming League del magnate russo Konstantin Grigorishin. “Non capisco le ragioni per cui accettare la proposta della League. I soldi? Sì, ma poi? Quando i riflettori si spegneranno? E’ una manovra conveniente e a corto raggio per pochi atleti al mondo ed è volta a creare un circo: “L’Antisport”. Credono che per fare sport occorra semplicemente allenarsi e invece no. Lo sport è confronto, sotto tutti i punti di vista, a partire da quello culturale”.

Ai confronti tra il nuoto di ieri e quello di oggi pensa invece Giuseppe Avellone, olimpionico a Roma ’60 (a 17 anni!) e 58 anni dopo ancora in piscina con i Master. “Da appassionato seguo tutto. Ho seguito anche questi Mondiali di vasca corta e l’unica cosa che posso dire è che il nostro era tutt’altro mondo. Con la mia generazione è iniziato il nuoto moderno, ma mancava ancora il professionismo. Con gli anni la qualità è aumentata. Prendete Carlo Pedersoli, ‘Bud Spencer‘: lui, per esempio, si allenava venti giorni prima delle gare. Da parte nostra c’era molta leggerezza. E molto è cambiato”. Tra gli ospiti al Canottieri Roma anche l’ex primatista europeo nei 100 stile libero, bronzo ai Mondiali di Calì e olimpionico a Monaco ’72, Montreal ’76 e Los Angeles ’84 Marcello Guarducci, l’ex campionessa nazionale nei 100 e 200 rana e olimpionica a Monaco Donatella Talpo, l’ex campione italiano nei 100 dorso, 100 rana, 200 misti e nelle staffette 4×100 e 4×200 stile libero e 4×100 mista Michele D’Oppido.

   

 

 

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