L’AMICIZIA NEL GIOCO DEL CALCIO:
UNA COMBUTTA TRA POCHI CHE CONTA MOLTO
Chi fa informazione non può nascondersi dietro un dito: ci sono notizie con pesi divulgativi degni di rilievo e altre, riguardanti il mondo pur seguitissimo dello sport e dello spettacolo, certamente meno urgenti.
L’INGEGNO DI GILBERTO MARTINELLI:
UN REGISTA CHE RIESCE AD APPAIARE LA TECNICA ALL’AURA CONTEMPLATIVA
Una ‘chiacchierata’ con Massimiliano Serriello
L’aura contemplativa, secondo l’opinione viziata d’intellettualismo dei critici ostili all’egemonia dello spirito sulla materia, serve a distinguere l’oggetto poetico da quello che non lo è.
I convincimenti degli altezzosi seguaci di Guido Aristarco, persuasi d’instillare il materialismo storico e dialettico nel terreno della cosiddetta fabbrica dei sogni, non fanno né caldo né freddo al regista romano Gilberto Martinelli. L’approccio pudico, quasi in punta di piedi, nei riguardi della virtù trascendentale della musica, che per lui costituisce una medicina dello spirito, lo mette in riparo dalle ‘pinzillacchere’ di chi rende la Settima Arte uno stagno zeppo di contraddizioni. A tendere calappi ai falsi eruditi è però la duplice natura del cinema. Da una parte capace di assorbire nel carattere d’ingegno creativo delle ispirate tenute stilistiche il fuoco sacro delle sei arti maggiori. Dall’altra fedele ai dettami di uno spettacolo di presa immediata che, citando Hitchcock, depenna il tedio dall’esistenza.
LA VOGLIA DI VIVERE E CAPIRE DI ALESSANDRO GUZZI:
UN ARTISTA FEDELE AI VALORI EREDITATI DALLA TRADIZIONE
Ha una gran gioia di vivere Alessandro Guzzi. Alla simpatica, sottile impertinenza – celata dall’atteggiamento posato dell’uomo d’altri tempi – riesce ad appaiare lo scrupolo di chi vuole capire cosa gli succede attorno. Tutt’altro che restìo al coinvolgimento, logico ed emotivo nello stesso tempo, così come ad abbracciare i valori tradizionali minacciati dall’atomismo sociale, dispiega una miniera di aneddoti. Alcuni dei quali vanno oltre la capacità di assicurargli il bandolo della conversazione.
Cinema allo stato puro ed echi deamicisiani: lo stile di Martinelli rivela l’anima del secolo breve.
«Sono stata educata alla disciplina. A un genere particolare di disciplina. Per esempio, quando ero bambina, andavamo a fare lunghe passeggiate in campagna d’estate. Ma non mi è mai stato permesso di correre al chiosco delle bibite con le compagne. Mi dicevano: domina la sete, domina la fame, domina le emozioni ». Così l’altera Marlene Dietrich in “Vincitori e Vinti”di Stanley Kramer, nei panni della vedova di un generale tedesco condannato all’impiccagione nell’arco dei processi di Norimberga, spiega al giudice impersonato da Spencer Tracy quali sono i precetti di una famiglia composta di militari.
Forse in certi casi è anche giusto che il gioco del calcio sia preso sul serio. Nel bisogno di stringersi attorno a una bandiera – come ai tempi delle Legioni comandate da Giulio Cesare – vi sono motivazioni più complesse rispetto a quelle fornite dai sociologi, intenti a liquidare il fenomeno con una punta di gelida arroganza.
GABRIELLA: un’attrice dagli occhi magnetici e dai modi schietti
Ha lo sguardo magnetico, Gabriella Giorgielli. Ma i modi schietti non hanno nulla a ché vedere con le star in cui s’identificano gli spettatori allergici ai dispendi di fosforo. Alla fama preferisce sapere che alcuni dei film che l’hanno vista partecipe, anche da protagonista, sono riusciti a cavare il sangue dalle pietre. Strappando un sorriso agli intellettuali persuasi che il gioco fisionomico conti poco rispetto alle soluzioni espressive dei registi eletti ad autori.