
Giorgia Meloni style
Scritto da Gabriele Felice il . Pubblicato in Costume, Società e Religioni, Omnibus.
Giorgia Meloni style: l’icona di stile che ridefinisce il potere con eleganza e pragmatismo
C’è una donna in Italia che non si limita a fare la storia: la veste.
Giorgia Meloni, la prima premier donna di una nazione in cui la moda è nata, non è solo una leader politica.
È un’icona, un’ambasciatrice dell’Italian fashion che, con una semplicità disarmante e un’eleganza che non urla, ha riscritto le regole del potere.
Il suo guardaroba non è un accessorio del suo ruolo: è un’arma, un manifesto, una storia che si racconta senza bisogno di parole.
Sobria, pragmatica, impeccabile, Meloni è la prova vivente che si può comandare senza tacchi a spillo (salvo eventi istituzionali di particolare rilievo), senza borse griffate, senza quel lusso che troppo spesso diventa una maschera.
Nessun logo ostentato, nessuna griffe che non racconti la vera artigianalità italiana. Al polso, pochi accessori: un bracciale alto di strass, ma rigorosamente di bigiotteria. Il messaggio è chiaro: la sostanza vince sulla forma, la personalità sul brand.
Sneakers e determinazione: il suo marchio di fabbrica
Immaginate una donna che cammina veloce, il passo deciso, lo sguardo dritto davanti a sé.
Ai piedi, niente tacchi vertiginosi, ma sneakers.
Bianche, quasi sempre, come una tela pulita su cui dipingere la sua giornata, ma anche oro, nere, blu: un arcobaleno di praticità.
Le abbina a tutto, con una nonchalance che farebbe invidia a una diva di Hollywood.
Pantaloni larghi, dal taglio semplice, lunghe gonne a pieghe che danzano leggere mentre lei si muove tra impegni e folle.
È stata vista così, il 1° ottobre, al villaggio Coldiretti al Castello Sforzesco di Milano: giacca doppiopetto blu, jeans, sneakers bianche, un sottogiacca coordinato e niente, assolutamente niente, di superfluo. Nessun accessorio a gridare “guardatemi”. Solo lei, il suo stile, la sua essenza: una donna che lavora, non che sfila.
Eppure, in questa semplicità c’è un’eleganza che cattura. I colori tenui – beige, grigio, blu – accarezzano l’occhio come una sciarpa di cashmere di Cucinelli.
I maglioni morbidi, i pantaloni con risvolto, tutto è scelto con cura, come se ogni capo fosse un alleato nella sua missione. È uno stile che rifiuta i cliché del potere femminile – addio tailleur rigidi e décolleté assassine – per abbracciare una femminilità vera, quotidiana, che non ha bisogno di artifici per brillare.
Il Giorno del Potere: comfort e classe a Palazzo Chigi
Domenica 23 ottobre 2022, il giorno in cui Giorgia Meloni ha preso le redini del governo italiano, il mondo l’ha guardata.
E lei?
È arrivata a Palazzo Chigi con delle derby comode, quasi a dire: “Non ho tempo per le pose”.
Poi, per lo scambio con Mario Draghi, ha sfoderato un paio di décolleté nere con tacco basso, un compromesso tra il protocollo e la sua natura.
Non è una donna che si piega alle convenzioni, ma che le piega a sé.
Il tailleur, quel simbolo rigido di autorità, lo riserva solo alle occasioni imprescindibili. Per il resto, il suo guardaroba è un inno alla libertà: casual, autentico, pensato per farla sentire a suo agio mentre cambia il destino di una nazione.
Minimalismo come Rivoluzione
Osservate il suo polso: niente oro massiccio, niente diamanti che scintillano sotto i flash. Solo un bracciale tricolore al polso che indossa sempre, accompagnato magari ad un altro di strass – bigiotteria, sia chiaro – a ricordarci che anche lei sa giocare con la leggerezza.
Le borse ultra-lusso? Bandite. Non perché non possa permettersele, ma perché non le servono.
In un mondo politico dove il potere si misura spesso in loghi e ostentazione, Meloni sceglie il minimalismo.
È una scelta che va oltre lo stile: è un messaggio al suo popolo, un ponte verso chi la guarda e pensa: “È una di noi”. Ma non fraintendete: questa sobrietà è una forza, un modo per dire che la sua autorevolezza non ha bisogno di orpelli per esistere.
Un’evoluzione da ribelle a regina del pragmatismo
C’è stato un tempo in cui Giorgia era la giovane militante, ribelle nei jeans e nelle magliette, con i capelli al vento e zero pensieri per l’immagine.
Poi è diventata leader, e il suo stile si è affinato, pur restando fedele a sé stesso.
Oggi, premier, è una statista che usa la moda come uno strumento di comunicazione.
Il “New York Times” l’ha notato, definendo il suo guardaroba un mezzo per trasmettere forza e stabilità. Il “Guardian” la chiama “shapeshifter”, una trasformista che si adatta senza mai tradirsi.
È passata dai toni duri della gioventù a una palette morbida, da capi spigolosi a linee che abbracciano il corpo con dolcezza, ma sempre con quella vena pratica che la rende inconfondibile.
Power Dressing: Stile Meloni
Non cercate in lei la diva hollywoodiana.
Giorgia Meloni è altro: una donna che ha fatto del “power dressing” un’arte moderna, come scrive “Times Now”. Eleganza e funzionalità si fondono nei suoi look, analizzati da “Al Jazeera” e “The New European” come parte della sua strategia politica. “Vogue Italia” ha colto il trucco: quei colori tenui, quei maglioni soffici sono un modo per ammorbidire la sua immagine, renderla più vicina, più umana. Eppure, anche in questa dolcezza, c’è una forza che non si piega, una sicurezza che sussurra invece di gridare.
E poi c’è Giorgio Armani, il re della moda italiana, che durante una sfilata – come riportato da “Fashion Network” – ha commentato Meloni con quel distacco che lo contraddistingue. Pur evitando la politica, ha riconosciuto in lei un’interprete nuova del potere, lontana dagli stereotipi del passato. Un complimento velato, ma potente, da un maestro a una donna che, forse senza volerlo, sta cambiando anche il modo di vestire la leadership.
Un futuro vestito di autenticità
Giorgia Meloni non è solo la prima donna a guidare l’Italia. È un’icona di stile che ha preso l’eleganza politica e l’ha resa sua, personale, viva. Il potere non si misura in tacchi o borse firmate, ma nella capacità di essere autentici, sempre. Anche sotto i riflettori più spietati.
Si affianca alle grandi donne del passato che hanno avuto la ribalta internazionale: da Evita Peron a Jacqueline Kennedy, da Margaret Thatcher a Grace Kelly di Monaco.
Come queste grandi donne, Meloni è più di un volto politico: è un simbolo, un’immagine che il mondo sta imparando a riconoscere. E se Evita, Jackie, Margaret e Grace hanno segnato la loro epoca, Giorgia sta dipingendo la nostra – con colori tenui, passi comodi e una determinazione che non ha bisogno di tacchi per farsi sentire.
In un’epoca in cui l’immagine è tutto, lei ha scelto di essere semplicemente Giorgia: pratica, pragmatica, ma con una grazia che incanta. E questo, signore e signori, è il suo segreto più glamour ma il passo verso l’eternità è ancora da compiere.
