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La Mitomania nelle Testimonianze Antropologiche

Sfide Metodologiche, Etiche e Impatti sulla Memoria Collettiva

La mitomania, fenomeno psicologico che induce l’individuo a raccontare storie false o esagerate, rappresenta una delle principali sfide metodologiche ed etiche nell’ambito dell’antropologia, una disciplina che si fonda sull’ascolto e sull’interpretazione delle testimonianze orali per esplorare e comprendere le dinamiche culturali, sociali e storiche di una comunità. La mitomania può variare dall’esagerazione di eventi quotidiani alla completa invenzione di esperienze straordinarie, influenzando profondamente l’affidabilità delle narrazioni raccolte sul campo. La questione della veridicità delle testimonianze solleva interrogativi non solo metodologici, ma anche etici, soprattutto per quanto riguarda il rispetto delle tradizioni orali e la gestione della “verità” in contesti culturali complessi.

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La Mitomania e Implicazioni Antropologiche

Distorsione della Memoria Storica

La mitomania è un fenomeno complesso caratterizzato da un bisogno patologico di raccontare storie false, che spaziano dalla semplice esagerazione alla completa invenzione di eventi straordinari. Sebbene frequentemente associata a disturbi psicologici individuali, la mitomania ha implicazioni significative anche in ambito antropologico e culturale, influenzando la memoria storica e collettiva di intere comunità. Gli antropologi, infatti, si avvalgono di testimonianze orali per comprendere le culture e le tradizioni, ma devono affrontare la sfida di distinguere tra la mitomania e la tradizione culturale, garantendo l’affidabilità delle informazioni senza compromettere l’etica della ricerca.

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In ricordo di Barbara e degli Operatori della Salute, vittime di violenza nei luoghi di lavoro

MAI PIÙ VIOLENZA !

UN APPELLO IN RICORDO DI BARBARA CAPOVANI
E A FAVORE DI TUTTI GLI
“OPERATORI DELLA SALUTE – VITTIME DI VIOLENZA
NEI  LUOGHI  DI  LAVORO

Mercoledì 3 Maggio abbiamo sfilato – medici, psichiatri e operatori della salute – numerosi in corteo silenzioso a Pisa, a Roma e in tutta Italia per onorare il ricordo di Barbara Capovani, la collega psichiatra atrocemente uccisa a sprangate da un ex-paziente all’uscita dal lavoro all’ospedale Santa Chiara.
Sui nostri volti erano presenti espressioni di rabbia, tristezza, paura, miste ad angoscia, sgomento e ad una vaga sensazione di impotenza. Non si può morire di  lavoro…

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Il Genitore con Disturbo Istrionico della Personalità (DIP)

La Famiglia come Ambiente Rischioso

Un genitore con DIP è per il bambino una figura emotiva instabile. Questo genitore tende ad alternare comportamenti di euforia e tristezza in modo imprevedibile, con sbalzi emotivi che creano incertezza e confusione. La persona con DIP ricerca costantemente l’attenzione e la validazione degli altri per sentirsi sicura e apprezzata, ma spesso è incapace di gestire il proprio stato emotivo in modo equilibrato. La sua identità dipende dalla reazione altrui, soprattutto dalla percezione che gli altri hanno di lui o di lei. In un contesto familiare, questa instabilità si traduce in un flusso continuo di altalene emotive, in cui l’affetto e la sicurezza sembrano dipendere esclusivamente dalle esigenze emotive del genitore.

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Riconoscere (DIP)

Il DIP è spesso caratterizzato da una serie di tratti distintivi che lo rendono riconoscibile, ma che al contempo lo rendono difficile da diagnosticare, specialmente in un contesto in cui la superficialità delle emozioni è sempre più accettata. Alcuni dei principali segni di questo disturbo includono.

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